Disegnare, anche male, aiuta a sviluppare idee, a progettare meglio e a trovare nuovi punti di vista. Disegnare stimola la creatività, accende l’immaginazione (la nostra innata e universale capacità di creare immagini) e migliora le relazioni.

Siamo abituati a verbalizzare sempre, in pratica ad usare le parole, quindi il linguaggio parlato e scritto. Ogni volta che poi scriviamo quelle parole, abbiamo l’impressione di fissarle e di renderle definitive o decisive.
Sfruttiamo pochissimo invece il linguaggio visivo, pensando alla molto discussa dicotomia degli emisferi cerebrali, per cui si dà per scontato che il linguaggio faccia parte della capacità organizzative e analitiche del cervello, mentre le immagini siano relegate ad un sistema più empirico, dis-organizzato e creativo del nostro pensiero. Qualcosa di cui non fidarsi troppo insomma.
Eppure, le neuroscienze confermano sempre di più l’interconnessione e comunicazione continua dei due emisferi, soprattutto per quanto riguarda il sistema visivo e mnemonico.
Le immagini insomma sono una situazione complessa in cui il nostro cervello è chiamato ad elaborare i messaggi con entrambi gli emisferi.
Utilizzare un linguaggio visivo significa oltretutto fare uso di tutto ciò che graficamente è realizzabile: immagini, disegni, ma anche simboli e alfabeti. Costruire un linguaggio visivo non significa quindi imparare a disegnare, a meno che non si intenda con il disegnare quella ampia attività di descrizione attraverso “segni” che comprende, effettivamente, sia il disegno che la scrittura.
Il workshop di Visual Thinking con il Disegno Brutto nasce proprio dall’esigenza di poter fornire strumenti per la costruzione di un proprio linguaggio visivo da utilizzare nello sviluppo delle idee, nella visualizzazione di concetti e processi, nell’analisi dei dati, nella comunicazione, nella progettazione, nel brain-storming e in tutte le attività collegate al pensiero che qualsiasi azienda, consulente o formatore si trovi ad affrontare. In pratica, dare forma ai pensieri attraverso i segni.
Dopo aver sperimentato in dieci corsi l’approccio del Disegno Brutto con le pratiche di Visual Thinking, ho costruito un percorso pratico per la visualizzazione e lo sviluppo attraverso il disegno, cercando di far recuperare fiducia verso la pratica del disegnare a persone che hanno smesso di farlo con l’obiettivo dichiarato di ricostruire un nuovo e personale linguaggio visivo.
Il workshop è diviso in vari moduli, adattabili in base alle esigenze e alle caratteristiche dei gruppi: nella prima parte si lavora sul non-giudizio, sul recupero della manualità e di un nuovo modo disegnare, attraverso l’approccio sperimentato nei corsi di Disegno Brutto procedendo dal disegno astratto verso il disegno simbolico e stilizzato; nella seconda parte si proveranno vari strumenti per aiutare la comunicazione, sviluppare processi e idee, stimolare la creatività fare storytelling, imparando a rappresentare concetti, dinamiche, percorsi, relazioni attraverso il disegno.
Si sperimentano anche esercizi utili per il brain-storming e per la facilitazione grafica, attraverso i fondamenti dello sketchnoting e gli strumenti acquisiti durante la giornata.

Terza fase: sviluppo del pensiero

Il Workshop Visual Thinking con il Disegno Brutto si è tenuto a Padova, Monza, Milano, Treviso, Bologna, poi come formazione interna per InTarget Group Digital Marketing, ESC Agency Modena e TAG Innovation School Milano.come team building da Kohler Lombardini Reggio Emilia e Agenzia Pleiadi international Cesena; è stato inserito come offerta formativa da Elasti.co Milano,T2i Centro per l’InnovazioneTreviso, Performando Padova, Forsafe Parma.

Prossima data: giovedì 6 dicembre 2018 a Bologna. Clicca qui per iscrizioni e maggiori informazioni.
Workshop per InTarget Group Digital Marketing