Cosa si dice del libro?

SE IMPARATE A DISEGNARE MALE SARETE FELICI

Fino ai 10 anni, a volte fino ai 12, tutti sono degli ottimi disegnatori. In modo spontaneo, inventivo e imprevedibile i bambini, maschi e femmine, disegnano magnificamente. Spesso nelle case dei genitori si vedono appesi i disegni dei figli piccoli. Ma dove finiscono poi quei leggiadri e disinvolti disegnatori? Superata la pubertà tutti, o quasi, smettono di disegnare. Nessuno pensa più di saperlo fare; è come se la magia fosse svanita: puff e non c’è più.
Perché? Una risposta certa non c’è.
Adesso però sembra esserci un rimedio contro questa perdita del talento infantile. È un libro, si chiama “La via del disegno brutto” e lo ha scritto il visual designer e illustratore Alessandro Bonaccorsi.
Partito dall’idea che tutti scrivono, cantano ballano, cucinano, ma non disegnano più, si è armato di pazienza e ha confezionato un metodo per ricominciare a disegnare. […]
Bonaccorsi non pretende di far ritornare gli adulti allo stadio del disegno immediato e creativo. La sua pretesa, e non è poco, è cancellare l’imbarazzo di disegnare, che si trasforma in una sorta di autocensura. Il volume è un album da disegno su cui lavorare: un percorso adatto a tutti, per non farsi più inibire dalla mancanza di bravura. […]
Quanto alla filosofia di fondo, è improntata a una frase semplice ed efficace: «La felicità è a portata a matita!».
Perché tutti abbiamo cominciato a fare quello che non sapevamo fare: nessuno ci ha insegnato a cucinare, cucire, fare la maglia. E allora è giusto che ci sia anche il disegno in questa ascesa verso il paradiso del Fare, in cui Bonaccorsi ci porta per mano.
Il suo decalogo comincia così: «Come viene, viene».
E prosegue: «Agisci prima di pensare».
Si bada non al risultato, bensì al processo.

La Repubblica, 21 febbraio 2019

Una guida ti mostra come la felicità sia a portata di matita

“[…] L’esperienza dei laboratori, i riscontri avuti, i successivi sviluppi nati dalla pratica — che stimola la teoria, che poi va testata con la pratica, e così via — hanno infine portato a un libro, appena pubblicato da Terre di Mezzo Editore.
Intitolato La via del Disegno Brutto, lo si può leggere e utilizzare in svariati modi: come un saggio, come un manuale, come un eserciziario, come un manifesto. Il consiglio, però, è di cominciare a seguire fin da subito la prima delle “10 leggi del Disegno Brutto”, cioè «come viene, viene». Come per il disegno, così per l’immersione nella “via”: naturalezza e spontaneità. […]

È un libro, questo, che ti chiede di buttarti, di agire fuori e dentro dal volume stesso, andando a violentare il tipico senso di sacro e riverente rispetto che proviamo nei confronti della pagina stampata.
Come i libri di Keri Smith, La via del Disegno Brutto è un’opera che non va solo letta ma va fatta. Che rimane incompleta finché il lettore non ci mette le mani sopra e la sporca di grafite o di inchiostro.”

Frizzi Frizzi, 20 gennaio 2019

Disegnare anche se male?
Un diritto irrinunciabile.
Che rende felici

“[…] Tolti quelli che, per rilassarsi, hanno ripreso a colorare, con gli album per adulti, in genere non disegniamo più. Da bambini abbiamo utilizzato tutte le superfici più o meno disponibili. Da adulti, tolti i writers, ci limitiamo a scarabocchiare sui margini degli appunti, durante le riunioni di ufficio.

Scarabocchiamo dagli esordi dell’umanità

Lo spiega molto bene Alessandro Bonaccorsi, nel libro La Via del Disegno brutto (Terre di Mezzo editore), in libreria dal 24 gennaio 2019, nel quale spiega: «Il libro nasce dall’esperienza fatta con il corso di Disegno Brutto, un laboratorio esperienziale studiato per persone che non sanno disegnare. L’idea è nata qualche anno fa e il primo corso si è svolto a Ravenna nel marzo 2017. Da allora si è creata una community di persone interessate a questo aspetto del disegno e attirate dal senso di libertà evocato dal nome del corso. […].

Ne va della nostra felicità

Bonaccorsi suggerisce ai lettori per passare da “non disegnatori” a “autori di disegni brutti”, ma assolutamente credibili. E, soprattutto, salutari.
Sostiene l’autore che ne va della nostra felicità, perché: «Disegnare è un atto necessario per l’uomo, che non ha niente a che vedere con un risultato ultimo: disegnare ha un senso molto profondo, perché sapere di poter lasciare traccia è un antidoto alla coscienza della nostra impermanenza». […].
«Nella Via del Disegno Brutto ciò che conta è il processo, ovvero il piacere del disegno, l’agire della mano e il seguire ciò che lei sa e fa», spiega.
E, a scanso di equivoci, chiarisce: «Non ti trasformerai in un disegnatore alla Leonardo Da Vinci». Sottinteso: ma ti sarai divertito un sacco.

Corriere.it, 19 gennaio 2019

“Essere convinti di non saper disegnare ci preclude un modo di comunicare universale. Allora ecco un metodo chiaro e lucido per liberarsi definitivamente da questo complesso.”

 

Internazionale, 25 gennaio 2019

“Consiglio a tutti un manuale di creatività intelligente e generoso come questo, specie durante i giorni liberi e fantasiosi delle vacanze. Lo porterò con me per riempirlo di schizzi e di intuizioni”.

 

Glamour Italia, agosto 2019

Intervista ad Alessandro Bonaccorsi autore del libro che ti farà tornare a disegnare come un bambino.

Quando ho acquistato il libro La via del disegno brutto, ho iniziato prima a sfogliarlo, quasi da una certa distanza per non sgualcirlo. Il mio occhio è caduto subito su una pagina in particolare, nella quale l’autore chiedeva di disegnare tutte le forme di albero che conosciamo. Tempo di ragionare un attimo, per rendermi conto che me ne venivamo in mente soltanto quattro o cinque. Come è possibile che io non ricordi le forme degli alberi?
Appena ho potuto sono uscita, ho fatto una lunga passeggiata e oltre agli alberi ho soffermato lo sguardo su tutto ciò che mi circondava. Era così tanto tempo che, presa dalla routine quotidiana, non mi guardavo realmente attorno?

 

Glamour Italia, agosto 2019

Quanti di noi non disegnano da anni? Quanti di noi hanno abbandonato matite e pennarelli dopo le scuole superiori? E così dalla via dell’abbandono si passa, grazie al libro di Bonaccorsi, a prendere nuovamente in mano carta e matita. Una via del disegno che parte da un semplice e facilissimo PUNTO, che tutti sappiamo riprodurre, e linea dopo linea, segno dopo segno, senza accorgercene ci troviamo di nuovo a disegnare, a rimetterci in discussione, a farci coraggio, dare libertà alla fantasia per fare dello scarabocchio la nostra piccola opera d’arte.
Un percorso per ricominciare a disegnare, da subito.
200 pagine, 2 colori, 70 esercizi per abbandonare, o almeno provarci, gli inutili appuntamenti con social, serie tv e mail e “sprecare”, o meglio dedicare, del tempo al disegno, senza necessariamente realizzare niente di bello o particolare… Perché il niente è un grande risultato.
La Via del Disegno Brutto è una via di libertà e riscoperta. Come lo stesso Bonaccorsi ci dice: disegnare aiuta a stare meglio, a trovare momenti di intimità, a far galoppare l’immaginazione, a comprendere e a spiegare meglio le cose.

On printed paper, 21 marzo 2019

“Non sapete disegnare e volete prendere in mano una matita? Non sopportate più il fatto di non saper disegnare nemmeno una linea? Tranquilli, grazie a questo manuale […] imparerete ad usare tutto l’occorrente per poter fare un disegno soddisfacente. L’occorrente? Matite colorate, pennarelli, fogli di tutti i tipi e tanta fantasia. Il libro nasce dal corso sul disegno brutto, un laboratorio pensato per tutti coloro che non sanno, o meglio, non credono di saper disegnare.”

The Password, giornale online degli studenti di UniTo, 21 giugno 2019

Per spingerci a non ascoltare il nostro severo giudice interiore, il libro La via del disegno brutto cerca di convincerci con esercizi passo a passo, con frasi di personaggi attivi nel disegno libero e nel flusso di coscienza come Arno Stern.

È un manuale che non insegna a diventare bravi nel disegno.

Insegna a riappropriarsi del proprio tempo, ad abbattere le proprie paure e a lasciarsi guidare in un percorso di consapevolezza.”

Stefania Ciocca blog, 27 febbraio 2019

Recensioni acquirenti del libro

Elisa

 Un libro rivoluzionario

La via del disegno brutto è il manuale che sintetizza il lavoro geniale portato avanti da Alessandro Bonaccorsi. Un metodo per tutte le persone che dicono di non sapere disegnare e che ti aiuta con il sorriso a riprendere in mano la matita, la penna e il pennarello e a desiderare di non lasciarli più. Credo che disegnare sia qualcosa di primordiale e Alessandro ha colto a pieno questo sentimento. Con i suoi corsi e ora il libro porta guarigione dove c’è senso di inadeguatezza, frustrazione e abbandono. Un libro per inseguire il niente, svuotare la mente e lasciare andare il controllo divertendosi un mondo!

Macrolibrarsi

  • User Icon

    Morgana

    30/01/2020 11:02:23

        

    Liberatorio! Lo sto usando/leggendo con crescente soddisfazione (anche adesso, pensandoci, sorrido compiaciuta) . Può accadere che le indicazioni fornite dall’autore sembrino spunti per percorrere altre vie, oltre al disegno brutto. Questo non ha compromesso la qualità e la soddisfazione per i disegni brutti che man mano escono da me e popolano il mio libro.

Macrolibrarsi