COME UN BAMBINO

Felice come un bambino che dipinge…
Perché l’atto di tracciare fa parte delle necessità fondamentali dell’essere umano e la predisposizione a quell’atto esiste in ognuno di noi.
Il compierlo ci offre un piacere senza limiti.
Arno Stern

COME UN BAMBINO
Come un bambino che crede di poter disegnar le stelle, che crede di poter rigare l’eternità,
di poter dare vita con un soffio ai tratti di matita,
di poter far battere un cuore d’inchiostro, che le vene possano apparire e possano rimbombare i battiti.

Si disegna per far affiorare e per essere… anzi per non essere, più per scomparire,
filtrati dai fanoni della nostra immaginazione quando ci inghiotte. 
Come bambini ci stupiamo e resuscitiamo ad ogni nuova creazione, ché il cuore è contento anche solo di poterla disegnare un’altalena e che l’immaginazione abbia una mano, e non solo uno spazio vuoto dove correre.
Come bambini inseguiamo il filo che ci sfugge di un palloncino che non si è mai mosso, ma si è solo fatto trasparente.

Siamo dentro a guidare la mano, e siamo fuori a giudicarla e a guardarla e a dirle “scema, non sai quel che fai!”.
Disegnandolo, tutto compare.
E “tutto” è così tanto che non vorremmo smettere mai.